giovedì 9 novembre 2017

Piccola cronaca di una giornata di compleanno (e di un invitato speciale, Boris detto Gianlorenzo)

Oggi il mio piccolo Ares ha compiuto 5 anni. Non è un cane, è un bambino, nonostante il nome, spesso compreso come Alex, “No sono Ares!”.
Stamattina mi alzo e lo sveglio con un bell’abbraccio, e nello stringerlo mi sembra davvero più grande di ieri. E’ cresciuto, da quando me lo tenevo attaccato, nel marsupio di velluto a coste rosso dove anche io avevo passato i miei primi mesi di vita. Non vuole alzarsi, finchè non capisce che di là c’è il suo primo regalo di compleanno di oggi. Cubetti di legno? Letterine Montessori? Gioco concettuale?
No, quelle sono le cose che sceglierei io, ma lui? Pista Hotwheels in pura plastica. Vabbè oggi facciamo contente le multinazionali, i sensi di colpa li lasciamo a domani.
Poi si parte per l’asilo tutti insieme in famiglia. L’accoglienza è festosa, tutti i compagni a turno lo prendono in braccio e lo alzano da terra, wow!
Io torno a casa con le consegne della giornata: prima cosa, la torta! Torta al cioccolato che è un mix tra il libro di ricette della nonna e il primo sito internet di cucina che trovo.. le uova sono della nostra gallina Susina, perciò partiamo con il piede giusto. Perché non ho usato la ciotola più grande però? Aziono lo sbattitore elettrico e mi tocca lavare subito il maglione pieno di schizzi di impasto marrone..
Non demordo, c’è un piccolo ospite che è venuto oggi apposta per il compleanno di Ares, lo vedete qui:




Si chiama Boris, ok d’accordo come il fantastico Boris di Marco Somà. Ma lui si chiama così da sempre. Vive con Stefania e Edoardo,
loro lo chiamano anche con il suo nome umano: Gianlorenzo.

Lo ammetto, e qui mi attiro un sacco di antipatie: non sono amante dei cani. Ho un brutto ricordo di mio padre che per difendere me bambina si fa mordere il braccio da un cane lupo. Ogni mattina andando a scuola devo schivare ricordini vari e sperare che i miei figli non ci finiscano dentro. E Ares ha il terrore dei cani. Perché, vi chiederete, perché allora Boris Gianlorenzo?
Un mesetto fa circa: siamo in giro in centro a Brescia, il nostro amico Edoardo ci invita a pranzo. E’ da una vita che non lo vediamo. A casa ci accoglie insieme a Stefania, Laylah (un levriero spagnolo) e Boris (un levriero irlandese). Incredibilmente Boris riesce a conquistare la fiducia di Ares, sono sbalordita.Gli si avvicina piano piano, lo guarda in silenzio, e mio figlio all’inizio è titubante, poi si rilassa: magia. Usciamo in centro per una passeggiata e lui e suo fratello Ettore fanno a turno per portare Boris al guinzaglio.





Guardo quel cane negli occhi e capisco quanto sia buono, sincero, gentile dietro quegli occhi tristi. E’ vecchio, Gianlorenzo, è stanco forse, però accetta di buon grado la vivacità di Ares.
Devo ammettere che conoscere Gianlorenzo-Boris e Laylah mi ha fatto cambiare un po’ idea sui cani. Stefania sa tante cose di Boris, dei viaggi che ha fatto, delle sue sfortune. Magari un giorno ne parleremo, mi farò raccontare meglio la sua vita.
Oggi comunque  è venuto a trovare Ares, ha partecipato alla caccia al tesoro con gli amichetti, con la musica di Indiana Jones in sottofondo, l’ ha aiutato a scartare i regali, a soffiare le candeline.







E’ stato un pomeriggio indimenticabile, e anche se mi addormento sulla tastiera col dito appoggiato sul tasto della m e faccio due righe di mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm
e poi mi risveglio di colpo, volevo raccontarvelo. Ho messo a letto i due marmocchi e ho ringraziato di avere due creature fantastiche e un marito che dice di no alle belle donne che vogliono baciarlo in sogno, e delle amiche con cui fare un po’ di gossip ogni tanto, e una casa caldina e un divano che mi fa venire l’ abbiocco, e degli animali cuciti che mi fanno compagnia, e del mio nuovo amico Boris Gianlorenzo.

Sto già facendo il discorso classico del compleanno, ma il mio compleanno è domani, in realtà.

martedì 24 ottobre 2017

Parole sull'acqua Kids - piccola cronaca di una giornata a Bardolino



Sabato, 20 ottobre
Sveglia alle 7 come al solito, oggi però c’è da montare una mostra con Marco Somà a Bardolino (paese a mezz’ora da casa mia e a circa 4 ore da casa sua e di Erika).
Io lascio giocare un po’ i bambini mentre cerco di dare un senso ai miei capelli (anche se i miei capelli un senso non ce l’han). Poi mi accorgo di essere forse un po’ in ritardo e assumo l’atteggiamento “mamma stressata”, con conseguente rallentamento esasperante dei marmocchi. Riusciamo a uscire di casa…senza colazione. Opto per il drive-in, perciò ci fermiamo a comprare le brioches al panificio e partiamo per andare dai nonni (dove dovrei scaricare dolcemente i bambini per poi trovarmi con Marco al casello di Peschiera del Garda).
Qualcuno mi spiegherà come mai sono riuscita a fare il giro della Repubblica Ceca con due bambini che in auto non si sentivano nemmeno e qui percorrere 15 chilometri significa dare il via a un incontro di pugilato sui sedili posteriori. Riesco nonostante tutto ad arrivare dai nonni per le nove, scoprendo poi che Marco arriverà non prima delle dieci.. ho tempo per buttarmi un attimo sul divano dei miei, mentre Ares fa il suo gioco preferito cioè prendere le spolette di filo e tendere delle ragnatele invisibili per tutta la casa imprigionando chiunque tenti di spostarsi di qualche metro.. provate con i vostri figli, saranno impegnati per delle ore !
Finalmente Marco sta arrivando, mi libero dai fili, saluto i bimbi e arrivo al parcheggio del casello. C’è una riunione di appassionati di  auto Mustang che si sono trovati proprio lì, e mi guardano strano mentre scendo dalla mia C3 con le mie tre valigie vintage dove tengo i pupazzetti. Per fortuna Marco arriva subito e non devo dare spiegazioni… pochi convenevoli e si parte per Bardolino.
Ma la biblioteca non è così semplice da trovare…infatti il navigatore ci porta in una strada senza uscita. Grazie tecnologia, rispolveriamo la più classica telefonata e ci risponde la fantastica Arianna, che letteralmente corre subito in nostro aiuto. Arriviamo così a destinazione. La Biblioteca di Bardolino è una villa magnifica, Villa Carrara Bottagisio, con un parco enorme davanti e il lago di Garda di fronte. L’accoglienza del bibliotecario Heros ci fa dimenticare subito lo sgomento nel vedere i teli rossi che ricoprono i cavalletti dove dovremmo esporre noi.. dopo un attimo è già pronto a strapparli via tutti!
Sono già le undici e alle 14.30 si inaugura… dobbiamo darci una mossa… passiamo in rassegna le stanze, scegliamo dove mettere le illustrazioni, spostiamo, avvitiamo, appendiamo.


All’una comincio a dare segni di svenimento da fame, per fortuna Il bibliotecario è nella mia stessa condizione … Marco però è ligio al dovere e vuole prima finire il montaggio…aspettando faccio due chiacchiere con Arianna, che è minuta ma piena di energia, idee e progetti per tutti, bambini e grandi. Mi mostra lo spazio 0-3 anni, una distesa di cuscini morbidi pronti ad accogliere i più piccoli..c’è persino il fasciatoio, e le mamme che allattano sono benvenute…wow!
Ok, Marco e Heros ce l’hanno fatta, nel frattempo un pacchetto di grissini ci ha salvati, andiamo a prendere una pizza da asporto gentilmente offerta da Arianna e Heros, e ci sediamo a mangiare davanti alla biblioteca. Dopo poco arriva in abitino a righe Lucia…sì la conoscete, Lucia, la fantastica libraia di Farfilò, la fantastica libreria di Verona! E’ lei che ci ha chiesto di essere qui oggi, e che ora deposita tutte le sue cassette in legno piene di libri stupendi. Oggi Farfilò è libreria itinerante.
Sono già passate le due, arriva il vicesindaco e assessore alla cultura Marta Ferrari con le sue bimbe biondissime. L’inaugurazione ufficiale prevede il taglio del nastro, ma questa volta intorno non ci sono i grandi, bensì uomini e donne in miniatura…giustamente Parole sull’acqua Kids è per loro!
Arrivano nel frattempo anche i miei  Ettore e Ares. Ettore sale con gli altri bimbi per fare il laboratorio, Ares(Marco non te la prendere) preferisce sorseggiare la sua cioccolata calda..
Forse c’è stato qualche fraintendimento sul numero massimo di partecipanti, comunque seduti ai tavoli ci sono più di venti piccoli artisti.. pronti a illustrare con tempere e pennarelli mamma giraffa e il suo cucciolo (dal libro “ Si può dire senza voce” illustrato da Marco ,edizioni Il Glifo).


Ai tavoli non ci sono "solo" bambini, ci sono Emma, Jennifer, Carlotta, Isacco, Viola, Nina, Ettore e gli altri, e ognuno crea un ritratto differente , tenerissimo e colorato. Chi si stanca ha anche a disposizione dei materassi su cui fare quattro salti, fino all’arrivo di nuova ispirazione.



Poi è il momento delle dediche, Marco è pronto con i suoi pennarelli. La fila è lunga, ma con un po' di pazienza ognuno può tornare a casa con un bellissimo disegno con dedica sul proprio libro. Lucia spiega, consiglia, sorride, e ognuno trova il libro che fa per sé. Si fa anche merenda, non solo i piccoli ma anche i grandi (chi può rifiutare un panino con la crema di nocciole?). Il mio Ettore  ha trovato una copia di Harry Potter anche qui e si è seduto a leggere. Ares preferisce stare fuori a lanciare rametti. Saluto Cecilia che è venuta oggi apposta per noi (grazie!), e prima di andarsene con il suo Ettore e la sua Carlotta mi dice “Scrivi sul blog!” (ecco fatto!).

Sono le sei, salutiamo tutti, Marco risale in macchina pronto per altre quattro ore di viaggio, io per fortuna non sono lontana da casa… grazie a tutti per la bellissima giornata!